E' attivo il sito del G.A.S

giovedì 6 giugno 2013

Zac 5, il pane è di scena

Sabato 8 giugno dalle 10 alle 18 
Parco Nicolò Savarino (ex Parco Bassi – zona Dergano, Milano)

Torna, e siamo alla quinta edizione, Zac, il mercato dei prodotti bio voluto, organizzato e gestito dai Gruppi d'Acquisto di zona.
Il tema scelto per Zac! 5 è il pane: nutrimento essenziale per la nostra alimentazione, esso è protagonista, oltre che sulla tavola, anche nel capoluogo lombardo grazie al progetto La filiera del grano, che, recuperate sementi antiche e biologiche, ha creato campi di grano alle porte dell’abitato, scovato un mulino e dato vita ad una rete di panificatori in grado di trasformare le farine milanesi in ottimo companatico.

Al mercatino puoi trovare tutto ciò che desideri acquistare se biologico vuoi mangiare...ed in più informazioni sui Gas di zona

domenica 26 maggio 2013

29 maggio. prossima riunione

Eccoci, riprendiamo a pubblicizzare le nostre riunioni,  mercoledì 29 alle 21 presso la sede ANPI di Via Faccio 18 (palazzina che confina con i giardinetti) terremo la nostra riunione mensile.
Come sempre, chi è interessato può partecipare per capire chi siamo, cosa facciamo e perchè lo facciamo.

Prossimamente l'ordine del giorno

lunedì 8 aprile 2013

ZAC! 4 - SI SEMINA



MERCATO CONTADINO 
ORGANIZZATO DA GASISTI MILANESI

20 aprile
dalle 10 alle 18
Parco Nicolò Savarino 
(ex Parco Bassi - zona Dergano, Milano)



Zac!, mercato contadino biologico e stagionale organizzato da privati cittadini appartenenti ai Gruppi d'acquisto solidale attraverso l'associazione Gastardi e patrocinato dal Consiglio di Zona 9 (Commissione Commercio ed Attività Produttive) giunge al suo quarto appuntamento: dalle 10 alle 18 al Parco Nicolò Savarino (ex Parco Bassi - zona Dergano/Maciachini) con produttori etici e associazioni legate al territorio, il cui operato mira alla salvaguardia dell'ambiente e al rispetto dell'uomo.  
 
Il tema scelto per Zac! 4 è la semina: aprile è un mese molto laborioso per chi coltiva la terra, è il momento nel quale molti semi di specie basilari per la nostra alimentazione vengono coperti dalle zolle, coccolati e curati affinchè gettino fuori i loro germogli e diano vita ad una pianta forte e rigogliosa.

Il 20 aprile le associazioni e gasisti dedicano grande spazio ai semi: danno informazioni sulle varietà, su come badare alle gemme e su come coltivare al meglio ciò che poi andrà a nutrire la nostra anima e il nostro corpo. Attenzione. nel venire al mercato portate con voi saperi, esperienze e tradizioni: la partecipazione, lo scambio, il mettersi in gioco sono fondamentali per Zac!

A Zac! 4 trovate
- Verdure, frutta fresca, frutta secca, formaggi vaccini, formaggi caprini, non formaggi (vegan), olio, salse, succhi, riso, pasta, pane, prodotti da forno, farine, caffè, carne, gelato (non vegan, vegan, gluten free), miele, zafferano, vino, birra, liquori, detersivi, prodotti per igiene personale, oli essenziali ecc ecc
Pro-dotto Zac!: prodotti ad un prezzo particolarmente basso, calmierato, per invitare i cittadini a provare le specialità dei contadini, per venire incontro alle persone durante questa rigida e nefasta crisi economica e per sfatare il mito del biologico per ricchi. 
Schede produttori: una sorta di carta d'identità che contiene i dati dell'azienda come il nome, la località di provenienza, il tipo di produzione, il tipo di certificazione, le spiegazioni di come sono composti i prezzi (Prezzo trasparente) e i motivi di orgoglio del produttore.

...ma anche... 
Gasisti di Zac!, GastardiAsF Italia (Architetti senza frontiere)Ciclofficina BovisaColtivando, Desr Parco SudEmergency Zona 9Gli orti di Cascina AlbanaIl Giardino degli AromiLibere Rape Metropolitane, Officina EnoicaPcOfficinaPedalando in Zona9Quelli del VillaggioTetide e Zeitgeist. 

Inoltre: infopoint a cura dei gruppi d'acquisto solidale, laboratori per bimbi e adulti (a partire dalle 14!), narrazioni, raccolta firme del Comitato la Goccia e dei Seminatori di Urbanità contro la cementificazione di aree verdi in Zona9 e molto altro ancora...

A fine giornata alcuni semi verranno consegnati ai produttori che partiranno per la ValSusa dove si tiene l'incontro nazionale di Genuino Clandestino e il lancio della Terra Bene Comune, legando idealmente i due mercati.

Il mercato si tiene anche in caso di maltempo!

giovedì 21 marzo 2013

La Giornata Mondiale dell’acqua.


Il 22 Marzo sarà come ogni anno la Giornata Mondiale dell’acqua.
La Giornata Mondiale dell’acqua è un evento che è stato istituito dalle Nazioni Unite nel 1992 e che si prefigge l’obiettivo di sensibilizzare ed educare le persone al tema dell’acqua e avvicinarle al risparmio di questo bene primario tramite eventi e convegni organizzati nelle principali città del pianeta.
Ricordiamo che il 2013 è in particolare anche l’anno mondiale dell’acqua (o meglio della cooperazione idrica)indetto dall’ONU per sensibilizzare su una risorsa fondamentale per la vita nel pianeta e che viene spesso sprecata nella civiltà occidentale.
Eccovi ad esempio dei dati molto interessanti sui consumi di acqua degli Italiani, inviatici dall’L’Anea – Agenzia Napoletana Energia e Ambiente – che peraltro organizza la mostra convegno EnergyMed che si svolgerà a Napoli dall’11 al 13 Aprile:
Ogni italiano consuma ogni giorno circa 300  litri d’acqua di cui molti risultano sprecati. In una famiglia italiana vengono utilizzati in una settimana 30  litri di acqua per bere, 150 per cucinare,60 per lavare frutta e verdura, 100 per le pulizie di casa, 80 litri per la pulizia personale, a cui vanno aggiunti ben 800 litri se utilizziamo la vasca da bagno contro i 200 litri se usiamo la doccia, 700 litri si consumano per l’uso del WC e fino a 300 per la lavatrice, senza considerare l’uso dell’acqua per innaffiare, lavare l’auto, riempire piscine ed altro.
Sono dati che fanno riflettere, nel quotidiano non ce ne accorgiamo ma il nostro utilizzo di risorse è enorme se pensiamo che oltre un miliardo di persone nel pianeta non ha invece accesso all’acqua corrente….
Fonte Tuttogreen

domenica 27 gennaio 2013

DOMENICAASPASSO 2013


Definito il calendario 2013 per le giornate senz'auto

La prima data è il 17 marzo e coincide con "Bicinfesta di primavera" di Fiab/Ciclobby. Si prosegue il 7 aprile, in concomitanza con la Milano City Marathon. Il 12 maggio, in occasione della Giornata mondiale della bicicletta, è prevista una grande manifestazione cittadina dedicata alle due ruote, un ‘CicloPride’ che Milano organizzerà contemporaneamente a un’analoga iniziativa a Napoli. Dopo la domenica del 9 giugno dedicata alle scuole e ai bambini, il 14 luglio sarà la volta dell’arte di strada. La DomenicAspasso dell’8 settembre coinciderà con la Settimana europea della mobilità sostenibile, quella del 13 ottobre con la Seconda giornata nazionale del camminare + Deejay-Ten e quella del 17 novembre con l’avvio della settimana ‘Siamo nati per camminare’.

“Abbiamo deciso di comunicare con largo anticipo il calendario completo della programmazione annuale – ha dichiarato Chiara Bisconti, assessora allo Sport, Benessere e Qualità della Vita –per favorire una partecipazione il più possibile allargata. Mi rivolgo alle associazioni, alle reti di cittadini, ai commercianti, alle singole persone: sappiate che la DomenicAspasso è una grande occasione. L’Amministrazione comunale favorirà ogni tipo di iniziativa che abbia per caratteristica la gratuità e il coinvolgimento del maggior numero possibile di soggetti”.

“DomenicAspasso vuol dire riprendersi la città, viverla in maniera differente, regalarsi una Milano diversa – ha proseguito Chiara Bisconti –. Abbiamo visto quanto i milanesi amino queste giornate, ormai entrate nelle abitudini di molti. Avremo domeniche dedicate alla bicicletta, al camminare, alla mobilità sostenibile, oltre agli appuntamenti ormai classici con la Milano City Marathon e la DeeJay Ten. Le date sono state condivise con l’assessorato alla Mobilità e con i Comuni dell’area milanese, proprio per allargare il più possibile la partecipazione. Queste giornate possono diventare un’occasione unica per tutta la grande area metropolitana di Milano e un modello nazionale”.
Ecco in sintesi il calendario con le date di DomenicAspasso:
  • 17 marzo: Bicinfesta di primavera;
  • 7 aprile: Milano City Marathon;
  • 12 maggio: Giornata Mondiale della Bicicletta – Ciclopride;
  • 9 giugno: domenica delle scuole e dei bambini;
  • 14 luglio: domenica dedicata agli artisti strada – busker Sunday;
  • 8 settembre: Milano anticipa la settimana europea della mobilità sostenibile;
  • 13 ottobre: 2°giornata nazionale del camminare + Deejay-Ten;
  • 17 novembre: avvio della settimana ‘Siamo nati per camminare’.

FA' LA COSA GIUSTA 2013


Nata nel 2004 a Milano da un progetto della casa editrice Terre di mezzo, Fa' la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, si prepara a vivere la sua decima edizione dal 15 al 17 Marzo 2013 e si svolgerà come di consueto presso i padiglioni 2 e 4 di Fieramilanocity, storico quartiere fieristico di Milano.

Quest'anno le due anime di Fa' la cosa giusta!, quella culturale e quella espositiva si evidenziano nel susseguirsi di oltre 270 appuntamenti, tra tavole rotonde, convegni, laboratori e spettacoli e nei 700 espositori che danno vita alla mostra/mercato costituita da 11 sezioni tematiche:

MOBILITA' SOSTENIBILE - Sezione Speciale 2013Associazioni, enti pubblici e imprese profit e non profit impegnate nella diffusione di strumenti di mobilità sostenibile: bicicletta, trasporto pubblico, car sharing, car pooling, apparecchi elettrici e a idrogeno.

ABITARE GREEN
Arredamento eco-compatibile, equo e solidale; design per la sostenibilità e l'accessibilità; studi di progettazione sostenibile, autocostruzione, complementi d'arredo con materiali naturali o di riciclo, detersivi eco compatibili, aziende di raccolta dei rifiuti e di macchine e sistemi per la raccolta e il riciclo, bio-edilizia e bio-architettura, risparmio energetico, agevolazioni fiscali e finanziamenti etici, energia prodotta da fonti rinnovabili. Spazio Orti e giardini.
COMMERCIO EQUO e SOLIDALE 
Empori e botteghe del mondo, produttori del Sud del mondo, associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale.

COSMESI NATURALE E BIOLOGICA
Prodotti per la bellezza, la cura del corpo e l'igiene personale.

CRITICAL FASHION

"Consumare moda critica" significa dedicare attenzione non solo allo stile e alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano; il vestire acquista sempre più un valore simbolico, diventa il tramite per un messaggio relativo ai nostri valori, alla nostra identità, al nostro stile di vita.

EDITORIA E PRODOTTI CULTURALI Siti, periodici, case editrici, case di produzione cinematografica e discografica, gruppi, associazioni, cooperative, imprese impegnate nella produzione e/o distribuzione di progetti e prodotti culturali.

IL PIANETA DEI PICCOLIAbbigliamento, arredamento, giochi, prodotti per l'igiene personale e per la cura del bambino.

MANGIA COME PARLI
Aziende agricole (produttori e trasformatori) e distributori biologici e biodinamici; realtà che difendono la biodiversità; produttori locali a "Km 0"; associazioni e istituzioni impegnate in progetti di educazione all'alimentazione e in difesa della sovranità alimentare, consorzi di tutela dei prodotti tipici.

PACE E PARTECIPAZIONE
Associazioni locali e nazionali, distretti e reti, campagne, gruppi informali, gruppi d'acquisto, associazioni per la pace e la nonviolenza, Ong, volontariato, banche del tempo, comunità di vita, associazioni di tutela dei consumatori (Salone dei Consumatori), sindacati

SERVIZI PER LA SOSTENIBILITA'
Servizi vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.

TURISMO CONSAPEVOLEAssociazioni, enti pubblici, imprese profit o non profit e altre realtà impegnate nell'organizzazione e nella promozione di un turismo rispettoso dell'ambiente, dei diritti dei popoli e dei lavoratori.

Per altre info vai alla pagina ufficiale di "Fa la cosa giusta"


lunedì 19 marzo 2012

25 MARZO DOMENICA A PIEDI


Siamo giunti ad una nuova domenica a piedi (25 marzo) e, a prescindere dall'impatto più o meno importante che questa misura ha sull'abbattimento dell'inquinamento, sicuramente girare per il quartiere senza macchine è una cosa piacevole (anche perchè è fatta di rado), se poi vogliamo uscire da Affori il biglietto ATM varrà tutto il giorno, quindi con un solo acquisto da 1.50€ potremo girare tutta la città.
Quindi, oltre a partecipare alla Stramilano, si potrà fare i turisti in città con un solo biglietto o meglio andarci in bicicletta

Le prossime domeniche a piedi saranno: il 15 aprile (in coincidenza con la Milano City Marathon) e il 27 maggio (giornata della tappa finale del Giro d’Italia).

FA' LA COSA GIUSTA


Fa' la cosa giusta!, fin dalla sua prima edizione, ha come obiettivo quello di diffondere sul territorio nazionale le "buone pratiche" di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.



Nata nel 2004 a Milano da un progetto di Terre di mezzo, Fa' la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giungerà dal 30 marzo al 1°aprile 2012 alla sua nona edizione e si svolgerà come di consueto presso i padiglioni 2 e 4 di Fieramilanocity, storico quartiere fieristico di Milano.

Per saperne di più visita il sito

21 marzo, nuova riunione


Eccoci, riprendiamo a pubblicizzare le nostre riunioni, quindi giovedì mercoledì 21 alle 21 presso la sede ANPI di Via Faccio 18 (palazzina che confina con i giardinetti) ci riuniremo con il seguente ordine del giorno:

- Registrazione presenti

- Benvenuto di accoglienza ai nuovi arrivati

– Calendario ordini


– Ordini: - Le ramate

- Quota associativa 2012

– Aggiornamento mercatino GAS

– Partecipazione a Fa la cosa giusta

- Varie ed eventuali

– Chiusura riunione e definizione data per prossima riunione GAS



Come al solito le nostre riunioni sono aperte a tutti coloro che sono interessati a conoscerci.

lunedì 5 marzo 2012

la nuova raccolta differenziata dell’umido in zona 9.


Martedì 6 marzo alle 18.30 presso la sede del CdZ 9:
la Presidente di AMSA, dott.ssa Sonia Cantoni e l’Assessore al Verde e Mobilità, Pierfrancesco Maran, saranno presenti in commissione AMBIENTE per illustrare l’introduzione del sacco trasparente” e la nuova raccolta differenziata dell’umido. 

Per leggere le comunicazioni del presidente Andrea Motta della Commissione Ambiente - Parchi e Giardini - Arredo Urbano del Consiglio di zona 9 clicca qui

sabato 28 gennaio 2012

Popogusto: il mercato va a teatro

 




RADIO POPOLARE PRESENTA
P O P O G U S T O
Al teatro di Villa Litta Radio Popolare mette in scena la seconda portata del mangiar bene; un “inusuale” luogo d'incontro tra produttori e consumatori all'insegna del cibo di qualità.
Saranno presenti i
 (un’associazione di produttori non convenzionali)
Un mercato a base di cibi a filiera corta, conserve di frutta e di ortaggi con il pallino del gust, del prezzo e che non comprano se prima non assaggiano.

AL TEATRO LITTA DI MILANO
 SABATO 5 NOVEMBRE 2011
DALLE ORE 10 ALLE ORE 18
 CORSO MAGENTA
(MM1 MM2 BUS 58 50 57 61 94 TRAM 1 16 27

martedì 27 settembre 2011

"Via Lattea: alla scoperta della strada del latte e dei formaggi nel Parco Agricolo Sud Milano

La "Via Lattea: alla scoperta della strada del latte e dei formaggi nel Parco Agricolo Sud Milano", è un evento organizzato dal Fai dagli agricoltori lombardi, e con la collaborazione di Expo 2015 ed ha l'obiettivo di promuovere e far conoscere ai milanesi il Parco Agricolo Sud. 
Sabato 1 ottobre in piazza Mercanti saranno allestiti stand con degustazione e promozione di prodotti lattiero-caseari e l'illustrazione della filiera, del ciclo della produzione del formaggio con prove di caseificazione e produzione di formaggio e ricotta. Il 2 ottobre si terrà invece, all'interno del Parco Sud, per una giornata dedicata alla conoscenza del territorio attraverso quattro percorsi che ruotano attorno ai luoghi della produzione del latte e della sua trasformazione. In programma anche visite guidate ai beni di interesse storico-artistico, cascine aperte con visita alle stalle, attività didattiche per le famiglie e per i bambini, degustazioni di prodotti tipici.

Per l'intero programma clicca qui

venerdì 9 settembre 2011

Referendum sulla legge elettorale


Entro fine settembre sarà possibile raccogliere le firme per esprimere la propria opinione sull'attuale sistema elettorale. Se si dovesse decidere di firmare per l'abrogazione della legge attualmente in vigore, ci si può rivolgere presso  
gli uffici dell’Anagrafe di via Larga 12 e presso tutti i nove Consigli di Zona.

Se si vuole iniziare a farsi un'idea sul testo dei quesiti referendari si può consultare, fra gli altri, il sito del sole 24 ore.

Il consiglio di zona 9 si trova in Via Guerzoni 38 e per conoscere le altre sedi dei consigli clicca qui

martedì 6 settembre 2011

Si riparte, il GASAffori si riunirà lunedì 12 settembre alle 21 presso la sede ANPI di Via Faccio 18 (palazzina che confina con i giardinetti)

Come sempre è necessaria la presenza di tutti i gasisti ed è gradita la presenza di chi è interessato alla nostra attività

venerdì 22 aprile 2011

A rischio anche il referendum sull'acqua

Dopo il boicottaggio da parte del governo alla libera scelta del cittadino rispetto al nucleare, ora nel mirino anche il referendum sull'acqua. 
“Su questo tema, di grande rilevanza, sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo” afferma il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, l'obiettivo pare sempre di più quello di evitare che gli italiani si esprimano circa il futuro energetico e le risorse idriche, ci riusciranno? 
Speriamo di no, nel frattempo il gasaffori vuole ricordare a tutti i lettori che è un dovere, oltre che un diritto, esprimere la propria opinione tramite il voto, ed invita quindi tutti ad andare a votare a tutte le elezioni che ci aspettano nei mesi di maggio e giugno. 
Quando si  andrà a votare per il referendum, verrà consegnarata una scheda in cui saranno presenti alcuni quesiti. Ad ognuno si dovrà apporre una crocetta al SI' o al NO. E' importante ricordare che in Italia veniamo chiamati ad esprimerci attraverso referendum abrogativi, si deve quindi decidere se abrogare una normativa o una parte di essa e che se non viene raggiunto il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, i referendum abrogativo non saranno validi.

Sembra un controsenso, ma per dire che non vogliamo la privatizzazione dell'acqua dovremo votare si, quindi VOTA SI PER DIRE NO e viceversa.
Il primo quesito riguarda il “legittimo impedimento”, cioè l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula. A presentare il referendum è stato il partito dell’Italia dei Valori. Il quesito su cui saremo chiamati ad esprimerci è il seguente:

  • “Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.
Il secondo quesito, particolarmente lungo e articolato, era presentato sempre dall’Italia dei Valori, e  puntava ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. Era il cosiddetto ‘referendum sul nucleare’,


Gli ultimi due quesiti si occupano della privatizzazione dell’acqua: uno in particolare riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il testo del quesito è il seguente:
  • “Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.
Il quarto e ultimo quesito riguarda sempre la privatizzazione dell’acqua e in particolare la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma:
  • “Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.

E' Nata Viola, nuovo fiocco al gasaffori


Il nostro gas è sempre più numeroso, mercoledì 20 in mattinata è nata Viola, la quinta cicogna che si è depositata sopra il camino del nostro gruppo d'acquisto.
A nome di tutta la comunità gasista diamo il benvenuto alla piccola Viola e ci uniamo ai complimenti per mamma Francesca e papà Marco

sabato 16 aprile 2011

Il referendum sulla gestione dell’acqua

Emanuele Fantini espone la sua posizione, chiara e sintetica sul problema della gestione dell'acqua: (*)

"Sono un milione e quattrocentomila le firme raccolte a supporto dei quesiti referendari presentati dal comitato «Sì acqua pubblica»: il triplo di quelle formalmente necessarie, cifra mai raggiunta nella storia del referendum, nonostante la scarsa attenzione dimostrata dal sistema politico e mediatico nazionale. Il dato conferma la rilevanza del tema dell’acqua nella percezione dell’opinione pubblica, nonché la vitalità e la capacità di mobilitazione a partire dal livello locale dei movimenti politici e sociali che ne chiedono una gestione pubblica. Un fenomeno non solo italiano, come testimoniato dal successo del referendum tenutosi di recente a Berlino, con cui il 98% dei votanti si è espresso contro la privatizzazione della società di gestione dei servizi idrici della città
Il 12 gennaio scorso la Corte Costituzionale ha approvato due dei tre quesiti referendari in materia di «modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica» e «determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito». Dietro all’apparenza squisitamente tecnica dei quesiti, il corpo elettorale italiano sarà chiamato a pronunciarsi su due visioni politicamente opposte in merito alla natura dei servizi idrici. Da un lato il modello di gestione consolidatosi nel nostro Paese, tra numerose contraddizioni e varianti, a partire dalla riforma della legge Galli (1994) fino alle ultime modifiche previste dal decreto Ronchi (2009) che considera la distribuzione dell’acqua un servizio industriale a rilevanza economica, individuando negli strumenti del mercato — la gara, la società per azioni e la tariffa — e nel partenariato tra pubblico e privato gli strumenti più idonei per la sua gestione. 

Dall’altro le istanze dei movimenti sociali promotori del referendum, che declinano la questione dell’acqua in termini di partecipazione e controllo democratico di un bene comune: una coalizione variegata e plurale di associazioni ambientaliste, culturali, di cooperazione allo sviluppo, di consumatori, organizzazioni sindacali, studentesche, amministratori locali, comitati territoriali, gruppi di acquisto solidale, scout, diocesi, gravitanti attorno al Forum italiano dei movimenti per l’acqua e al Coordinamento nazionale degli enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica dei servizi idrici.
La scelta di proseguire la lotta sul terreno referendario rappresenta, al di là delle conseguenze che avrà sull’assetto del settore idrico in Italia, una scommessa di portata più ampia sull’efficacia dell’istituto referendario come strumento di partecipazione democratica, che in caso di successo potrebbe contribuire al suo rilancio, oppure, qualora il quorum non venisse raggiunto per l’ennesima volta — come accaduto nelle ultime 24 consultazioni dal 1997 ad oggi — sancirne la definitiva crisi.

1. La situazione attuale: un servizio a rilevanza economica

La Legge Galli ha ridisegnato la mappa dell’acqua in Italia in 92 ambiti territoriali ottimali (ato), nella maggior parte dei casi coincidenti con le Province: ad oggi, 69 di questi si sono dotati di un piano d’ambito e hanno affidato la gestione delle loro acque complessivamente a 114 società, di cui 7 private, 22 a capitale misto con partner selezionato tramite gara, 9 controllate da società quotate in borsa e ben 58 interamente pubbliche.
Le ultime modifiche alla normativa introdotte dal presente Governo con il decreto Ronchi, convertito in legge dal Parlamento nel novembre 2009, riprendono l’art. 23 bis della legge n. 133 del 2008 7, che introduce per gli enti locali l’obbligo di ricorrere alla gara per l’affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica — tra cui quelli idrici — a favore di società di capitali, «comunque costituite». Tra queste, il decreto Ronchi inserisce la forma della società mista, con scelta del socio privato attraverso procedure a evidenza pubblica e con una partecipazione non inferiore al 40% del capitale. Mentre l’affidamento diretto in house, ovvero a società a capitale pubblico controllate dagli enti locali, diventa un’eccezione autorizzata solo nei casi di «situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato». Come regola, le attuali gestioni in house dovranno cessare alla data del 31 dicembre 2011, o in alternativa alla scadenza prevista dal contratto di servizio, purché le amministrazioni cedano a nuovi soci privati almeno il 40% del capitale entro la fine del 2011. Le società a partecipazione pubblica già quotate in borsa potranno cessare alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica si riduca a una quota non superiore al 40% entro il 2013 e al 30% entro il 2015.
L’obbligo per decreto di coinvolgere i privati è stato interpretato da diversi osservatori come una mossa disegnata per soddisfare gli appetiti delle principali società di gestione dei servizi idrici quotate in borsa, nate da processi di acquisizione e fusione tra imprese ex municipalizzate e pronte a spartirsi il mercato aperto dal decreto Ronchi: acea di Roma; iren, frutto dall’alleanza tra Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia; a2a nata tra la fusione delle aziende di Milano e Brescia; la bolognese hera. Accanto agli enti locali, tra i principali azionisti di queste società figurano banche e fondazioni bancarie, gruppi privati come le multinazionali francesi Suez-Gas de France e Veolia Environnement, fondi di investimento come il Fondo per le infrastrutture italianeF2i, la cui origine dei capitali è solo in parte conosciuta, e infine imprese di costruzione quali Impregilo o il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. Non a caso a far gola a queste società sembrano essere non tanto i profitti derivanti dalla gestione dell’acqua — frenati dal tetto del 5% all’incremento delle tariffe — quanto piuttosto la torta dei 64 miliardi di euro di investimenti programmati nei prossimi trent’anni per ammodernare acquedotti, fogne e impianti di depurazione di tutto il Paese.
Per contrastare il decreto Ronchi, più di cento consigli comunali e provinciali hanno approvato delibere e ordini del giorno in cui dichiarano i servizi idrici «privi di rilevanza economica», con l’obiettivo di sottrarli all’obbligo di gara e di ingresso di capitali privati; diverse Regioni (Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Trento) ne hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale l’art. 15, considerandolo una lesione dell’autonomia e dei poteri degli enti locali assegnati alle Regioni dal Titolo V della Costituzione.
La Corte Costituzionale si è pronunciata in merito a dicembre 2010, riconoscendo la costituzionalità del decreto Ronchi e vanificando di fatto le mosse degli enti locali per una «ripubblicizzazione per via amministrativa» 12. La Corte ha infatti confermato che la disciplina dei servizi pubblici locali di rilevan
za economica spetta allo Stato, in virtù del principio della «tutela della concorrenza», materia che l’art. 117 della Costituzione, così come riformato nel 2001, affida alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. La Corte ha inoltre «escluso che gli enti infrastatuali possano soggettivamente e a loro discrezione decidere sulla sussistenza della rilevanza economica del servizio, in quanto l’attribuzione
della competenza ad apprezzare se in concreto sussistano le condizioni per attribuire la rilevanza economica avrebbe finito con lo svuotare la competenza statale in materia di concorrenza».
In nome di una nozione ambigua quale quella di «rilevanza economica», facendo prevalere il principio costituzionale della tutela della concorrenza (art. 117) su quello della prevalenza dell’utilità sociale e dei fini sociali sulla libertà di iniziativa economica privata (artt. 41-43), la Corte ha così confermato l’obbligo per gli enti locali di esternalizzare i servizi pubblici locali come la gestione dell’acqua o lo smaltimento dei rifiuti, ovvero «quelle attività che rientrano tra i fini stessi dell’ente e che — secondo quanto afferma lo stesso Legislatore (art. 112 del d.lgs. 267 del 2000 14) — sono «rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali»  Sancendo così per legge un fenomeno diffuso in tutto il mondo dalle logiche della globalizzazione neoliberale: quello della privatizzazione intesa come nuova modalità di governo e di rappresentazione del politico, attraverso il ricorso al mercato e a intermediari privati, in cui i processi di delega, negoziazione, controllo e conflitti di interesse contribuiscono a ridisegnare le relazioni, sempre più ambigue, tra pubblico e privato.

2. La proposta del referendum: l’acqua come bene comune

In alternativa a questo modello, il referendum si propone di ricreare le condizioni giuridiche e istituzionali per un governo pubblico dell’acqua.
L’iniziativa referendaria si situa nel solco delle mobilitazioni ispirate dall’«economia morale dell’acqua bene comune» che negli ultimi dieci anni hanno animato numerose vertenze nazionali e locali. In particolare trova il suo humus più squisitamente tecnico e giuridico — che assume ovviamente una notevole carica politica — nei lavori della Commissione presieduta da Stefano Rodotà, che da giugno 2007 a febbraio 2008 ha lavorato su incarico del Ministro della Giustizia per redigere uno schema di disegno di legge delega per la riforma delle norme del codice civile sui beni pubblici, risalenti al 1942 18. Il testo elaborato dalla Commissione Rodotà — le cui proposte non hanno al momento avuto seguito — suggeriva di razionalizzare e riordinare lo statuto dei beni pubblici, sopprimendo alcune categorie quali quelle del «demanio» e del «patrimonio indisponibile» e introducendone di nuove. Innanzitutto, quella di «bene comune» per qualificare «le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi [...]: si tratta di beni che per loro natura si sottraggono alla logica della proprietà, sia pubblica che privata, ed esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo delle persone» e dei quali pertanto la legge deve garantire la fruizione collettiva, diretta e da parte di tutti, anche in favore delle generazioni future. La commissione propone inoltre di distinguere, all’interno dei beni pubblici tra «beni ad appartenenza pubblica necessaria», cioè quei beni che «soddisfano interessi generali fondamentali, la cui cura discende dalle prerogative dello Stato e degli enti pubblici territoriali»; «beni pubblici sociali», che «soddisfano esigenze della persona particolarmente rilevanti nella società dei servizi, cioè le esigenze corrispondenti ai diritti civili e sociali»; e «beni pubblici fruttiferi», categoria residuale per i beni che non rientrano in quelle precedenti e «sono alienabili e gestibili dai titolari pubblici con strumenti di diritto privato».
Nell’applicare questi principi al governo dell’acqua, gli estensori del referendum — tra cui figurano diversi membri della Commissione Rodotà stessa — si proponevano di «ripubblicizzare il servizio idrico integrato, ponendolo al di fuori delle regole del mercato ed affidando ad un soggetto “realmente” pubblico la gestione», attraverso la formulazione di tre quesiti per abrogare le norme che prevedono l’obbligo di affidare tramite gara i servizi locali, la forma societaria per i gestori del servizio idrico e la remunerazione dei capitali investiti attraverso la tariffa. Questo obiettivo è stato in parte inficiato dalla mancata approvazione del secondo quesito.
Con il primo quesito approvato, intitolato «Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica» si chiede infatti l’abrogazione dell’art. 23 bis della L. n. 133/2008, così come modificato dal cosiddetto decreto Ronchi. Nella pratica l’abrogazione di questo articolo produrrà un riequilibrio tra le tre forme societarie oggi possibili — pubblica, privata e mista — facendo in particolare cadere l’obbligo per gli enti locali di cedere ai privati la maggioranza delle quote nelle società per azioni di gestione dell’acqua. Non sarà tuttavia abolita la forma societaria dei gestori del servizio idrico né lo strumento della gara come procedura per la loro individuazione.
Nell’intenzione degli estensori, infatti, l’abrogazione dell’art. 23 bis avrebbe dovuto essere completata dall’abrogazione — richiesta dal quesito non approvato dalla Corte Costituzionale — dell’art. 150 del d.lgs. n. 152 del 2006 22 (c.d.Codice dell’ambiente) in cui sono previsti i tre modelli di gestione societaria. La soppressione di questo articolo avrebbe infatti comportato la possibilità di affidamento della gestione del servizio idrico a un ente sostanzialmente e formalmente pubblico, come ad esempio le aziende speciali.
Il secondo quesito approvato, intitolato «Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito» propone infine l’abrogazione dell’art. 154 del d.lgs. n. 152/2006, limitatamente a quella parte del comma 1 che prevede che la tariffa del servizio idrico integrata sia determinata tenendo conto dell’«adeguatezza della remunerazione del capitale investito», attualmente fissata al 7%. Nell’intenzione dei promotori del referendum, che sottolineano come l’obbligo di remunerazione sia «assolutamente scollegato da qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio», la sua abolizione dovrebbe impedire la gestione a scopo di lucro dei servizi idrici, facendo venir meno l’interesse dei privati a parteciparvi, nell’impossibilità di ottenere profitti. Nella pratica, l’impatto di questo quesito resta difficile da prevedere. L’economista Antonio Massarutto sostiene ad esempio che il divieto di remunerare il capitale investito, in assenza di risorse adeguate in mano alla finanza pubblica, favorirà l’influenza delle banche sulle strategie di investimento o gli interessi di quegli azionisti quali ad esempio le imprese di costruzione, che cercheranno di spostare la realizzazione di profitti nella fornitura ai gestori di beni, servizi, opere e impianti a condizioni di favore.

3. Le possibili conseguenze del referendum

In caso di successo, il referendum, pur non garantendo un ritorno automatico alla gestione pubblica dell’acqua, contribuirà comunque a sparigliare le carte su un tavolo già abbastanza confuso. A un quadro normativo oggetto di continue revisioni negli ultimi anni, l’attuale Governo ha introdotto ulteriori elementi di incertezza attraverso le ambiguità del decreto Ronchi e l’abolizione degli ato, in assenza di indicazioni chiare in merito a chi rileverà le loro competenze. Queste continue revisioni da un lato hanno avuto come conseguenza quella di paralizzare gli investimenti: soltanto il 56% degli interventi originariamente previsti dai piani d’ambito è stato finora realizzato 25. Dall’altro non sonoriuscite a individuare gli strumenti più adeguati per garantire una regolazione del settore efficace e indipendente, così come i finanziamenti necessari agli investimenti per adeguare la rete idrica italiana agli standard europei, ponendo fine alla vergogna di un sistema che perde un terzo dell’acqua e lascia a secco 8 milioni di cittadini per diversi periodi dell’anno.
Se una riforma organica e coerente del settore è dunque invocata da più parti, dall’esito del referendum, al di là delle sue conseguenze tecniche immediate, dipenderanno quindi le modalità e l’orientamento che questo processo potrebbe seguire. Innanzitutto, da un punto di vista procedurale il mancato raggiungimento del quorum o, ancor di più, la bocciatura dei quesiti referendari,
finirà per legittimare la strada finora percorsa per legiferare in materia di acqua: a colpi di norme spesso nascoste in decreti legge omnibus (ovvero che interessano materie diverse), su cui, come nel caso del decreto Ronchi, il Governo ha imposto la fiducia, privando dunque il Parlamento della facoltà di entrare nel merito del dibattito e di modificare il testo. Al contrario l’eventuale successo del referendum contribuirà a rafforzare le richieste di partecipazione e consultazione che provengono dai movimenti sociali e dalle amministrazioni locali, sottolineando l’esigenza di un processo di riforma democratico e trasparente, in cui il Parlamento ritrovi la sua centralità. A rigor di logica, ciò dovrebbe tradursi soprattutto nella ripresa dell’iter della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, presentata dagli stessi promotori del referendum e sottoscritta da 406mila cittadini, che giace ferma in commissione ambiente della Camera dal 10 luglio 2007.
Da un punto di vista dei contenuti, l’esito del referendum contribuirà a indicare i principi a cui l’auspicabile riordino della normativa in materia di servizi idrici dovrà essere ispirato. Le indicazioni del referendum saranno in particolare determinanti per capire dove far pendere la bilancia nella sintesi necessaria tra le esigenze da un lato della gestione efficace dei servizi idrici, realtà industriali che richiedono competenze tecniche e conoscenze specialistiche, e dall’altro del controllo e della partecipazione popolare, soprattutto in materia di beni comuni e diritti fondamentali quali l’acqua, che rappresentano uno dei fondamenti della democrazia."

Emanuele Fantini
Dottore di ricerca in Scienza politica nell’Università di Torino, < emanuele.fantini@unito.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >.
* Pubblicato sul numero 3/2011 della rivista Aggiornamento Sociali

giovedì 7 aprile 2011

14 aprile nuova riunione del gas

Dopo tanta suspance ecco svelato il luogo della prossima riunione che si terrà giovedì 14 aprile alle 21 presso la sede ANPI di Via Faccio 18 (palazzina che confina con i giardinetti)

Come al solito le nostre riunioni sono aperte a tutti coloro che sono interessati a conoscerci.

domenica 27 marzo 2011

E' attivo il FORUM del GAS !!

E' attivo (in via sperimentale) il FORUM del GAS

CLICCA QUI PER ACCEDERE

E' UN'OTTIMA OCCASIONE PER DISCUTERE DEGLI ARGOMENTI CHE CI INTERESSANO
SENZA SOVRACARICARE LA MAILING LIST

ALL'INTERNO DEL FORUM E', PER ORA, APERTA LA DISCUSSIONE SU FA' LA COSA GIUSTA
MA GLI ARGOMENTI NON MANCANO: PROPONETELI  !!


Se fate il login potete partecipare alle discussioni,
altrimenti potete solo leggere quello che scrivono  .. gli altri

domenica 20 marzo 2011

nuovo fiocco rosa, è nata Maya

                                    
Sabato 19, con qualche giorno d'anticipo,
è arrivata Maya.
Salutiamo la nuova nata del gasAffori e facciamo tanti auguri a mamma Monica e papà Igor